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Orissa
è una regione centrale dell’India, ricca di arte e tradizione, ma di
estrema povertà.
In un contesto tipicamente orientaleggiante, nel cuore della Milano
attenta alla moda e al design, in quel di Via Tortona, nasce il
“bazar” Orissa, un magazzino d’arte e oggetti d’importazione,
presente sul mercato dal 1974, prima con abbigliamento e poi, dal 1989,
con mobili e complementi.
Un vero e proprio “showroom” di arredo del Sol Levante e del Nord/Sud
Est Asiatico, i cui clienti sono per lo più dettaglianti e negozi di
tutta Italia.
I mobili coloniali, di taglio europeo del primo Novecento, provengono da
diverse regioni, l’India,
l’Indonesia e alcuni aggetti anche dal Nepal
e dalla Tahilandia.
“Orissa” è una ditta a conduzione famigliare che nel corso degli anni
ha saputo selezionare fornitori ad hoc, recandosi sul luogo almeno 3/4
volte all’anno e scegliendo da vicino i pezzi migliori, i legni più
resistenti e pregiati, prevalentemente teck o indiani, come il sheesham,
una sorta di palissandro e gli oggetti più particolari, ricchi di storia
e curiosità.
La nascita di “Orissa” risale a più di vent’anni fa, quando i primi
oggetti commerciati provenivano dal Brasile. Ma l’India, nella
fattispecie, era ed è più ricca di stimoli e aveva una storia più
interessante, fatta di arte e colori e di metafore che ben si adattavano
ai mobili che la clientela aveva cominciato a richiedere sempre più
assiduamente. “Orissa” iniziava così il suo viaggio verso
l’Oriente.
E, naturalmente, il valore aggiunto di un’attività di questo genere,
spesso più che concorrenziale, stava nel rapporto di assistenza continua,
elemento tutt’oggi di importante rilievo nell’attività di relazione
anche post-vendita con la clientela.
Un piccolo laboratorio interno di restauro e decorazione offre la
possibilità di personalizzare alcuni prodotti, come le credenze e le
piccole e grandi macine a forma triangolare, splendide anche laccate e
smaltate a proprio gusto e piacimento.
Scorgendo nel retro-bottega, mai dar per scontato un angolo all’interno
di questo spazio multi etnico e artigianale, impilate a torre, le seggioline
indonesiane lavorate a mano, di altezza 50 cm circa.
Creativi e divertenti i tavolini in
ferro battuto con asse a fessure, ripreso dalle antiche finestre a
trafori dell’India del XIX° secolo.
Una delle particolarità di questo “bazar multi culturale” è quella
di riadattare oggetti di uso diverso a veri e propri mobili e complementi
d’arredo post-moderni, come gli antichi
scrigni tibetani, rivisitati nella versione “bauletto porta-gioie”
da camera o da viaggio.
Perfetti per l’arredo di camere e soggiorni anche gli specchi
indiani, sverniciati e coloratissimi, un po’ vintage e un po’ rustici, adattabili anche agli arredi di esterni,
ideali per accostamenti di design.
Più ricercati ma di veramente rara bellezza, gli armadietti ricavati
da portoni originali, con apertura a chiavistello.
E’, infatti, metodo di “Orissa” quello di recuperare ante e
chiusure di armadi e casseforti, oltre che di portoni e finestre,
per costruirvi intorno ciò che occorre e creare un mobile
originale ex novo.
Complementi, ma anche semplici oggetti decorativi, le “trasportine”
da seduta per elefante in ferro o legno, rivisitate in versione
tavolini “poggia bicchieri”, meglio se impilati uno sopra l’altro su
più livelli.
La bellezza di questi oggetti sta nell’ avere una sorta di potere di
“adattabilità” a più contesti, dall’arredamento moderno iper
essenziale a quello più classico.
La
coppia di statue indonesiane, i LORO
BLONYO (gli inseparabili), ad esempio, non ha una contestualizzazione
tale per cui non possa essere addirittura posta all’interno di un
giardino di begonie.
I Loro Blonyo, secondo una credenza popolare, portano prosperità e
felicità alla casa e sono tra gli oggetti preferiti dagli innamorati.
Le statue, in effetti, per quanto difficili da inserire in un ambiente
familiare hanno un grande impatto visivo ed emotivo e sono ormai diventate
un must nei contesti dell’arredo alberghiero e di alcuni locali di
tendenza. Un esempio? Le famose teste di Buddha
indonesiani o i mezzi busti in meditazione, in bronzo pesante o legno
mastello.
Già più difficile contestualizzare le “mucche a grandezza naturale”
o gli “elefantini con trasportina” per principi e maharajah, più
volte utilizzati come adornamento delle
hall di alberghi categoria extra
lusso.
Particolarmente scenografico l’altare da processione proveniente dalla
città di Bikaner, in India, laccato
e con specchi decorativi su tutto il perimetro, alto almeno mezzo metro e
utilizzato anticamente per trasportare la statua della divinità che si
intendeva celebrare durante uno di quei tipici cortei religiosi di paese.
Ma, fatta eccezione di questi casi più particolari, il kore business di
“Orissa” è la vendita al dettaglio di piccoli oggetti, anche di
semplice uso comune, come stoffe, porta oggetti e tavolini multi uso. Ma
anche di armadi e credenze, spesso rilavorati, ad uso libreria o
vetrinette.
A breve “Orissa” entrerà in distribuzione affiancandosi, per il
momento in esclusiva, ad un nuovo negozio sui navigli che sarà inaugurato
prossimamente, non solo come punto vendita ma anche come spazio poli
funzionale adibito a mostre ed eventi. “Orissa” si definisce “shabby
chic”, semplice e alla mano, piace perché esaudisce ogni desiderio.
ORISSA
ARREDAMENTO COLONIALE
Milano, Via Tortona 36.
Tel. 02.89.40.22.45 - Fax 02.58.10.30.99
http://www.orissa.it Questo
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